“… è un assurdità che per quattro disegni ti devo dare nove mila euro.. se questa cosa fosse vera allora tutti gli architetti sarebbero ricchi ed il sogno di tutti noi sarebbe quello di voler fare l’architetto nella vita.. ”
Così esclamò la cliente di fronte alla fattura pro forma. Commentare questa scena e tutte le altre assurdità che ha generato costerebbe un’analisi approfondita del caso che descritto a parole risulterebbe poi banale. Quel momento vissuto di persona mi è costato un grosso sacrificio non scattare come una molla e prenderla a schiaffi. E poi che significa “allora facciamo tutti gli architetti cosi diventiamo ricchi” che cavolo significa? Significa che per disegnare 4 linee non serve poi chissà quale abilità/capacità e che TUTTI possiamo farlo?
“… poi mi dovresti spiegare una cosa: cosa intendi per particolari costruttivi? .. intendi gli schemini finali?”
Questo disse di fronte ai dettagli al 20 e al 10 di tutti i nodi dall’attacco a terra fino al solaio compresi gli infissi interni, esterni e la pianta delle fondazioni. Qui la immaginavo piena di lividi.
“.. che poi, scusa, per due mesi appena di lavoro… che poi alla fine siamo venuti in ufficio una volta a settimana e si può dire che il progetto l’abbiamo fatto noi..”
Quando disse questo io avevo la mente accecata e non riuscivo più a pensare a nulla.. contavo.. uno due tre quattro cinque sei sette otto cento finito? si. Tutto ciò tu, architetto dolce, paziente e gentile potresti anche giustificarlo se di fronte a te ci fosse una tua cliente poco colta.. ma se c’hai una con laurea e master tua coetanea e.. sopra tutto donna come te.. beh le fai un culo così.
Ebbene accadde che l’architetto non dormì per due settimane per smaltire l’accumulo di nervosismo e poi scrisse una lettera all’ordine… e poi venne convocata dal consiglio e poi calcolarono assieme la parcella e poi andò dall’avvocato e poi.. poi chiamò la cliente e disse che c’era stato un errore nel calcolo della parcella poichè il valore di quei quattro disegni è di 13732 euro inclusa la maggiorazione per l’urgenza e per il servizio aggiuntivo di “architettura partecipata”.
La cliente si infastidì ancora di più. Poi tornò dall’architetto e disse
“.. dobbiamo ragionare con buonsenso: non c’è bisogno di andare all’ordine e coinvolgere altra gente.. tu, dimmi quanto vuoi, mi fai lo sconto poichè io ho deciso di agevolarti sulla fattura. ”
In quel momento l’architetto ebbe una visione: immaginò la cliente come un gatto appena investito da un auto che miagolava disperatamente cercando aiuto e.. ci ripassò di sopra con la ruota. Pensò.